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28/04/2010
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estratto dal manoscritto “Comunicare Mediterraneo” di Stefano Petrucci

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Fino all’Unità d’Italia, il Sud era una terra di primati e di eccellenze non solo sul piano politico, ma anche economico, finanziario, fiscale, industriale, militare, sociale, civile, culturale, scientifico, tecnologico.

Non a caso nel 1860, e cioè al tempo dell’invasione del Sud da parte del Piemonte, il Regno delle Due Sicilie aveva la più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato alla Borsa di Parigi: il 120%. Il Regno aveva anche il minore carico tributario erariale in Europa e la maggior quantità di moneta-oro nei Banchi Nazionali (3/4 dell’intero patrimonio aureo degli Stati italiani dell’epoca). Era il primo tra gli Stati italiani per numero di orfanotrofi, ospizi, collegi, conservatori e strutture di assistenza e formazione. Presentava la più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia e la più alta percentuale di medici per abitanti. Napoli e Palermo erano tra le città faro nel mondo. Napoli era la prima città d’Italia per numero di teatri e per numero di conservatori musicali, per numero di tipografie e di pubblicazioni di giornali e riviste. La prima cattedra di economia, nel mondo, fu affidata all’Università di Napoli nel 1754. E’ del San Carlo di Napoli, la prima scuola di ballo d’Italia e risale al 1812. A Palermo nel 1783 nacque il primo cimitero in Europa ad uso di tutte le classi sociali. Nel 1789, a San Leucio presso Caserta, furono avviate la prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia e la prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita.[i]

Le Due Sicilie erano lo Stato più avanzato di Italia secondo gli indicatori con cui oggi si giudica arretrato il Sud. Il più industrializzato e, dopo Inghilterra e Francia, il terzo in Europa. I settori di spicco erano la cantieristica navale, l’industria siderurgica, il tessile, la cartiera, l’estrattiva e la chimica, la conciaria, la vetraria e l’alimentare.

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29/01/2010
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Da oggi, dall’isola www.comunicaremediterraneo.it, si tuffano nel mare di internet i primi pensieri del dialogo mediterraneo. Trasportati dai flutti quotidiani, cercheranno di infrangersi sulle tue rive per raccogliere i tuoi pensieri e ravvivare così il potere delle umane, sensibili e costruttive conversazioni mediterranee....leggi
29/04/2010
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Saranno 50 pezzi unici, 50 taccuini mediterranei per aprire il “dialogo mediterraneo” anche all’arte.
L’incontro con Andrea De Simeis mi ha subito convinto a realizzare il taccuino mediterraneo con la sua meravigliosa carta. Andrea, infatti, è uno dei rarissimi cartai che in Italia ancora realizzano carta artigianale con metodi antichi e naturali. Ma per il taccuino del “comunicare mediterraneo” (www.comunicaremediterraneo.it), con Andrea faremo di più. La carta sarà interamente realizzata da piante mediterranee, le colorazioni saranno frutto di pigmenti naturali del mediterraneo (anche con la bauxite di Otranto) e alcune inconfondibili essenze (ricavate con metodi del settecento) renderanno lo scorrere delle pagine una stupefacente passeggiata negli odori della macchia mediterranea. Ogni pagina, attraverso gli stimoli visivi di Silvia Ruggeri e le mie parole estratte dal manoscritto “comunicare mediterraneo”, inviterà l’utente ad un dialogo aperto con se stessi, con gli altri, con i luoghi circostanti e con il tempo. Saranno la cultura e la sensibilità mediterranee ad ispirare questo dialogo attraverso il quale si cercherà di costruire vie comuni alla ricerca della felicità. Si avvia così di fatto il percorso di comunicazione rinascimentale che traccia il “comunicare mediterraneo”....leggi
14/04/2010
A quanto pare, negli ultimi decenni, ci siamo allontanati un bel po’ da un significato “alto” della parola “lavoro”. Ma i tempi sono maturi per fare un grande salto realmente evolutivo nella direzione di una vita lavorativa individualmente e collettivamente più etica e felice. Per la stragrande maggioranza di noi lavorare oggi vuol dire ancora semplicemente procurarsi danaro per vivere o sopravvivere. Già, perché senza danaro non si sopravvive nella società civile, nelle città ed oramai perfino nei piccoli centri. Abbiamo sostituito la sorprendente “fungibilità” del danaro - che ricordiamo essere pezzi di carta (o numeri in un terminale) di proprietà di pochi e senza alcun valore intrinseco, nessuna corrispondenza a riserve concrete e quindi nessuna garanzia - con “monete di scambio” disponibili a tutti e dal valore inestimabile: fiducia, collaborazione, comunità, reciprocità, autoproduzione. Così, se abbiamo bisogno di qualcosa, abbiamo bisogno comunque di danaro. Chiedere sostegno o aiuto a qualcuno corrisponde a non mostrarsi forti e indipendenti o perfino a fare l’elemosina. Siamo slegati l’uno dall’altro....leggi
14/04/2010
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Per anni abbiamo ammirato il dinamismo del Nord-Est, la vivacità produttiva e economica di questa parte d’Italia. E ancora oggi alcune tra le esperienze imprenditoriali più interessanti vengono dall’area del Triveneto. Spesso le cito nei miei interventi all’università, nelle mie relazioni ai seminari com’anche nei vari dibattiti in gito per il paese.

E’ notizia di questi ultimi giorni, che i sindaci del nord, o meglio quelli politicamente legati alla Lega, a torto o a ragione, si sono mobilitati contro il “Patto di Stabilità” che strangola, a loro avviso, i comuni italiani....leggi
24/03/2010
La scorsa settimana, durante un incontro con degli amici amministratori, ho segnalato un bel libro, forse tra i più brillanti e stimolanti degli ultimi anni nell’ambito dellepolitiche di sviluppo locale, evidenziano pratiche e modelli di “buona gestione” amministrativa.
Il libro è scritto da Marco Boschini e Michele Dotti, e ha un titolo semplice e significativo: “L’Anticasta. L’Italia che funziona”. Gli autori da anni si battono nell’ambito de lmovimento della Decrescita Felice, e in particolare Marco Boschini l’ho conosciuto personalmente in varie occasioni, e ne ho apprezzato sia il valore umano che l’alto profilo etico di pubblico amministratore....leggi
22/03/2010
La rivoluzione green avanza. Soprattutto grazie al web. E cambia il modo di fare comunicazione. Del resto non si tratta solo di una trasformazione economica, quanto di un processo globale che coinvolge l’intera società.

I trasporti, il lavoro, i valori: tutto sta cambiando proprio a causa di internet e della rivoluzione digitale. Ed è solo l’inizio: “Non stiamo vedendo che i primi segnali di quello che sarà. Il digitale aprirà possibilità finora impensate e cambierà totalmente la nostra vita”, avverte Diego Masi, presidente di AssoComunicazione e autore del libro “Go Green - Il nuovo trend della comunicazione” (Fausto Lupetti editore)....leggi
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